
Nelle varie fasi creative la prima vede il confronto dei due attori di creatività, l'art director e il copywriter che cercano di fare ipotesi e concretizzazioni su quello che dovrà essere il messaggio pubblicitario da impacchettare.
La seconda fase è data dalla scelta delle idee vincenti (se non ce ne sono, è d'obbligo iniziare tutto dal principio... mai presentare al cliente un'idea mediocre!).
La terza fase è data appunto dalla creazione dello story board, che è composto da immagini che devono identificare, concretizzare e visualizzare tutti i passaggi dello spot, dipingendo un quadro netto e dettagliato dell'idea pubblicitaria. Questo passaggio permette di prendere maggiore confidenza con la storia e descrive ciò che dicono molte parole nel plot redatto dal copywriter. Il lay out dello story board deve essere semplice, chiaro e non deve far perdere di vista gli obiettivi di comunicazione iniziali, indicati nella copy strategy.
ATTENZIONE! Per esperienza, dico anche che molto spesso bisognerebbe tenere d'occhio le proprie idee e tutelarsi, prima di presentare ad un cliente (o peggio ad una agenzia appaltatrice) lo stoyboard o il plot, soprattutto se c'è un tacito accordo (verba volant!), spesso i divoratori di idee vivono di intuizioni e ingenuità altrui.
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